I mulini della Valmarecchia (estratto della guida Valmarecchia la media Valle fino a Ponte Verucchio sulle orme di Tonino)

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On Agosto 16, 2018, Posted by , In Uncategorized, With No Comments

Anticamente la Valmarecchia poteva contare ben 165 mulini, che sfruttavano l’energia idraulica.

Oggi se ne conservano ancora un buon numero, che vale la pena visitare.

Mulino Tassinaio:

Si trova in Val di Petra nel comune di Badia Tedalda e lo si può raggiungere partendo dalla cascata del Presalino. Ha pianta rettangolare e si sviluppa su tre piani. Nella facciata che guarda a valle presenta aperture simmetriche: due finestre per ciascun piano e due porte al piano terra. La struttura muraria è interamente in pietra come gli architravi e gli stipiti; gli infissi, oggi non esistenti, erano in legno, la copertura in lastre di arenaria. Attualmente non funzionante, è ancora visibile il canale di alimentazione del bottazzo, che era alimentato dal fosso di Val di Petra, affluente del torrente Presalino.

Ripresa del mulino Barucco:

In località pian di Rucco, frazione di Rofelle, sorge un mulino ancora in ottimo stato di conservazione, nonostante l’attività molitoria sia sospesa da anni. Il bottaccio è staccato dal muro dell’ edificio. Realizzato in pietra nella struttura portante ed in quella muraria, ha gli infissi in legno e la copertura in lastre di pietra arenaria. Presenta una sola meccanica ed era alimentato dall’affluente Fossone. A valle del fabbricato sorge un secondo opificio di piccole dimensioni, la macina è completa, alimentata dal canale che scende dal bottaccio principale e mostra un esempio di ottimizzazione di ingegneria idraulica.

Mulino Mastacchi:

Situato in frazione Rofelle, è costruito su un masso con pianta rettangolare e si sviluppa su tre piani. Una scala esterna porta al piano superiore. Il bottaccio ha il muro staccato dall’edificio. La struttura portante è in pietra, faccia a vista come gli stipiti e gli architravi delle finestre. Gli infissi sono in legno. La copertura in parte è in lastre di pietra arenaria, in parte in tegole marsigliesi. L’impianto molitorio, ad una meccanica, attualmente non funzionante, era alimentato dal fiume Marecchia.

Ponte Messa, mulino Ronci:

Ubicato in località Ponte Messa, alimentato dall’omonimo torrente, è uno dei mulini ancor oggi funzionanti. A pianta rettangolare è costituito da tre fabbricati aggiunti successivamente, di cui il primo è costituito da tre piani, mentre gli altri da due. Presenta un porticato ed un silos, usato dalla segheria. L’edificio è costruito in pietra con copertura in coppi. Viene utilizzato per la macinazione dei cereali, come segheria ed abitazione; conta due meccaniche, una da grano ed una da mais, ed una centrale elettrica.

Novafeltria, mulino della Polvere, detto Avamposto:

In località Pieve, comune di Novafeltria, si trova tale opificio diverso dagli altri, in quanto presenta un sistema idraulico a pestelli azionati da ruote verticali. L’edificio, recentemente restaurato, è costituito da due corpi di fabbrica rettangolari, ha una forma ad “L” e si sviluppa su un solo piano. La sua struttura muraria è costituita da ciottoli di fiume e laterizi, le pareti esterne sono intonacate, la copertura in coppi. Caratteristica era la produzione di polvere da sparo.

Mulino Moroni:

Nel comune di Poggio Berni, il vecchio mulino è compreso fra due edifici nuovi, di cui uno era l’abitazione del mugnaio, ha pianta rettangolare e si sviluppa su due piani. Lungo tutti e tre gli edifici è presente un portico. L’opificio è stato realizzato in laterizio e sassi di fiume, il legno è stato usato per le finestre ed i coppi per le coperture. Il mulino poteva sfruttare tre meccaniche: una per il grano, una per il mais ed una per la biada. Apparteneva alla fossa Viserba e utilizzava le acque del Marecchia.

Mulino Sapignoli:

Si trova nel comune di Poggio Berni, ed è forse il più “musealizzato” dei mulini della Valmarecchia. Al piano superiore ospita la biblioteca comunale Pio Campedelli. Il museo Mulino Sapignoli ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio etnografico dell’arte molitoria e promuovere una riflessione sull’esperienza lavorativa, esistenziale e sulla memoria del territorio di Poggio Torriana. Per maggiori informazioni potete consultare il sito www.museipoggiotorriana.it

Mulino all’interno del ristorante Spiga d’oro (vicino Ponte Santa Maria Maddalena)

“La struttura, a pochi passi dalle rive del fiume Marecchia e incastonata tra imponenti blocchi di roccia, si pensa possa essere datata addirittura al 1400 anche se, dalle ricerche effettuate, finora sono state trovate notizie della presenza del mulino solo intorno alla prima metà del XVII secolo in un “Attestato di possesso preso dal Conte Fabiano Landriani dei molini e beni del Montefeltro, donatogli dal Duca Guidubaldo II”. In tale documento si parla di «Un mulino posto nella Marecchia, piglia l’acqua dal fosso detto del Rimaggio… vi è una stanza con la macina a grano e un’altra per l’ingualchiera…». Inoltre nel 1809, in seguito ad un decreto napoleonico per realizzare una strada sul Marecchia viene menzionato il mulino poiché sorgeva nelle vicinanze di un ponte da realizzare“. (descrizione tratta dal sito www.ristorantespigadoro.it)

 

 

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